Sun Ra: guida all'ascolto

15-08-2019

Sun Ra: guida all'ascolto#1 Sun Ra: guida all'ascolto#2
Autore:
Saverio Paiella

Saverio Paiella

Prima o poi, se ci si interessa di musica, sia essa jazz, rock, avanguardia, alternativa o sperimentale quanto si voglia, arriverà il punto in cui sentiamo nominare un artista che si fa chiamare in maniera non poco altisonante "Sun Ra" e non si potrà rimanere indifferenti, se non altro, agli aneddoti rigardanti la sua stravaganza e bizzarria: gli abiti da antico egizio, le improbabili dichiarazioni in cui dichiara con la massima serietà del mondo di provenire da altri pianeti o le sue esternazioni sul cosidetto afro-futurismo. Successivamente si sarà come minimo curiosi di ascoltarlo. Qui cominciano i primi problemi. La produzione di Sun Ra e della sua Arkestra si estende grossomodo dagli anni '50 a gli anni '80 ed è talmente ampia e variegata da lasciare perplessi su come affrontarla. A complicare le cose c'è anche il fatto che il Nostro ha stampato e diffuso in proprio il proprio repertorio discografico in maniera completamente anarchica. Troviamo così stessi album con nomi e/o copertine diversi. Spesso il materiale di un album proviene da session di registrazione svoltesi in periodi completamente differenti. Tutto senza contare le successive ristampe, e i numerosi album live. Quantificare quanti ve ne siano è praticamente impossibile, immagino che superino tranquillamente il centinanio. Fortunatamente il web ci viene incontro, in particolare da pochi anni ha aperto il bandcamp ufficale https://sunramusic.bandcamp.com/ che prova a fare un pò di ordine nella matassa e che consiglio a tutti come punto  di riferimento principale. Per altre infomazioni c'è questo sito http://www.the-temple.net/sunradisco/ e la sua pagina su Discogs. Scopo di queste righe è provare dare qualche consiglio, ovvimente soggettivo e derivato dalla sensibilità di chi scrive, su una manciata di album da cui iniziare. Partiamo dunque:

1 - Sound of Joy - Jazz By Sun Ra - Jazz In Silhouette

Questi 3 album, ci presentano l'Arkestra nel periodo di attività a Chicago alla fine degli anni 50. Sono gli album di Jazz più tradizionale, studiato, pulito sia nell'esecuzione che nella registrazione. Sound Of Joy spicca su gli altri due per notevole una sensibilità melodica.

Pezzo consigliato: Planet Earth

2 - We travel the space ways - Interstellar low ways

Due album molto simili nell'impostazione (contengono anche qualche pezzo riproposto in versioni differenti). Qui il germe della follia ha cominciato a predere piede, sebbene troviamo ancora brani più orecchiabili come Tapestry from an asteroid, un lento dalla melodia dolcissima o Space Aurea, sfrenata corsa a base di walking bass e i contrappunti della sezione fiati. Ma è in brani come Interplanetary music che il nostro sopracciglio si inarcua e iniziamo a chiederci cosa diavolo abbiamo appena ascoltato. We travel the spaceways è un brano in cui la melodia del tema proposto da cori e fiati vola sopesa su un assurdo ostinato di bassi e percussioni sgangherate, si scompone e si ricompone lasciandoci senza fiato.

Pezzo consigliato: We travel the spaceways

3 - Alantis

Ok questo non è un album di facile ascolto, ma debbo citarlo per completezza e se non altro a rappresentanza. Sun Ra ha spesso, in questo oceano di musica, "passato il limite", proponendoci brani pieni zeppi di sassofoni torturati e organi elettrici presi a gomitate. Sono sincero, non riesco sempre ad apprezzare troppo questo lato più estremo. Tuttavia gli amici più tenaci, sperimentatori e avanguardisti troveranno in questo disco pane per il loro denti, in particolare nella title track che, posta dopo 4 brani abbastanza sconclusionati a base di Clavinet e bongo, ci trascina in un rumoroso vortice sonico alla deriva nello spazio profondo.

Pezzo consigliato: Atlantis

4 - Space is the place

A partire dalla iconica copertina, questo album del 1973, è forse uno dei più rappresentativi. La lunga title track constituirà un punto fisso degli show dal vivo ed è basata su una sorta di mantra ripetuto all'infinito, un profondo rituale orgiastico a cui partecipano tutti gli strumenti. Si quei suoni li sono proprio sassofoni, non sembra ma è così! Interessante l'equilibrio tra sperimentazione e tradizione in Images. In Discipline torna la specialità dei nostri di realizzare languidi percorsi melodici astratti che sembrano non andare mai da nessuna parte. Sea of Sounds è un altro delirio sonoro dedicato alla tortura programmata di quanti più strumenti possibili in cui spicca il duello centrale tra i sassofonisti John Gilmore e Marshall Allen. Rocket Number Nine è un brano già proposto in passato e in questa versione viene arrangiato in maniera simile al brano di apertura. Vale la pena ricordare che venne realizzato anche un film (ovviamente assurdo e visionario) dal nome "Space Is The Place" ed è presente anche l'album della colonna sonora che è un prodotto diverso dall'LP di cui abbiamo parlato.

Pezzo consigliato: Rocket Number Nine

4 - Solo Piano Venice 1977 - Monorails And Satellites Vols. 1, 2 And 3
Negli anni intorno al 1977-78 Sun Ra si dedica, parallalelamente ai lavori con la band, anche a diversi concerti di solo piano. Il concerto di Venezia 77 è consigliatissimo. Sun Ra è un eccellente pianista, e in questa veste è possibile cogliere nuda e cruda tutta la sua inventiva e seguire in dettaglio tutto il suo "stream of consciousness" creativo. Se, come me, apprezzate questa prospettiva e desideriate approfondirla, consiglio anche il triplo Monorails And Satellites.

Pezzo consigliato: Love in outer space

5 - Disco 3000
Disco 3000 è un album registrato dal vivo a Milano nel 1978. A mio avviso qui potrete trovare un pò tutti gli stili di Sun Ra che abbiamo citato. La title track è un brano che vede il nostro alle perse con una bizzarra tastiera elettronica munita di arpeggiatore e drum machine (!!!) nonchè una ripresa del tema di Space is the place. Il concerto prosegue tra dolcezza, follie, virtuosismi, pianoforti dal tono classicheggiante e organi spaziali. Uno dei dischi live più belli di sempre.

Pezzo consigliato: Disco 3000

6 - Lanquidity
Lanquidity è il disco "fusion" di Sun Ra. E' stranamente lineare per i suoi standard a cui siamo ormai abituati, con il basso e batteria che lavorano addirittura sul versante funk. Non mancano nonstante questo le atmosfere astratte e surreali. Forse uno degli album più accessibili.

Pezzo consigliato: Where Pathways Meet


7 - Sleeping beauty
Un album formato da 3 lunghi brani dalle atmosfere tenui e delicate, a tratti quasi "lounge". Di facile ascolto scorre via che è una bellezza, lasciando dietro di se solo buone vibrazioni.

Pezzo consigliato: Springtime Again

8 - A Fireside Chat with Lucifer
I lavori di Sun Ra andando avanti con gli anni si fanno sempre più accessibili ma non per questo perdono di efficacia. Nuclear war è un irresistibile brano dal testo antimilitarista che si muove su due accordi di piano elettrico e una ritmica sincopata. Restrospect è una bizzarra fanfara per sezione fiati e svariate tastiere elettroniche: consiglio la visione dell'esibizione live di questo brano in uno show televisivo americano che potrete trovare facilmente qui  https://www.youtube.com/watch?v=hXGYO8dRzZI . Dopo l'inoffensiva Makeup troviamo A Fireside Chat with Lucifer, un altro delirio sonico alla Atlantis, sebbene meno estremo e più variegato.

Pezzo consigliato: Nuclear war


Buon ascolto!

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